“ Be the Change that you want to see in the world. ” ...is by Mahatma Gandhi...

18 luglio 2014

Principi fondamentali: Kybalion


La Filosofia Ermetica, proveniente dall'antico Egitto e poi ripresa dai Greci, rappresenta una delle principali fonti di conoscenza esoterica nel nostro Occidente.

Il Kybalion è uno dei testi fondamentali dell'Ermetismo ed enuncia sette princìpi che costituiscono le leggi di base su cui si fonda la vita dell'Universo e delle sue creature.

I sette princìpi fondamentali sono i seguenti: 
1) il mentalismo,
2) la corrispondenza,
3) la vibrazione,
4) la polarità,
5) il ritmo,
6) la causa-effetto,
7) il genere. 
Vediamo ora che cosa significa tutto questo e come si manifesta nella pratica.



1) Il principio del mentalismo. "Tutto è Mente", afferma il Kybalion. Questo significa che la realtà sostanziale che sta al di là di tutti i fenomeni, quelli che la scienza identifica come materia, energia e vita, è l'attività mentale, a sua volta originata dallo Spirito. Ogni cosa che esiste è una creazione della Mente Universale, ed esiste quindi uno Spirito Universale che crea ogni cosa con la propria Mente. 

Lo Spirito è per sua natura inconoscibile e indefinibile, ma la sua esistenza si manifesta nell'attività mentale creatrice. Dove esiste materia, energia o vita, sappiamo dunque che tutto questo prima di esistere è stato pensato da una Mente. 

Questo vale sia per il macrocosmo (l'Universo, i grandi sistemi), che per il microcosmo (i singoli esseri viventi, i piccoli sistemi). Il primo principio ermetico fa intendere quanto sia immenso il potere della mente, vero agente creatore e trasformatore di ogni cosa e ogni situazione.



2) Il principio della corrispondenza. "Come sopra, così anche sotto". Il secondo principio ermetico dice che esiste una precisa analogia tra le leggi che regolano i diversi livelli di esistenza. Si tratta di un principio di fondamentale importanza, perchè ci fa capire come i diversi sistemi, dal più grande al più piccolo, funzionino tutti attraverso le stessi leggi di base. Conoscendo quindi i meccanismi che regolano un sistema conosciuto, possiamo trasporle per analogia ad uno sconosciuto. 

Questo secondo principio ermetico è una chiave fondamentale per comprendere il funzionamento dei piani di esistenza non materiali e delle scienze occulte in generale, in quanto le correnti energetiche che agiscono sui livelli superiori si comportano nello stesso modo di quelle terrestri conosciute, come ad esempio l'elettricità o il magnetismo.


3) Il principio della vibrazione. "Tutte le cose sono in movimento, tutte le cose vibrano". Questo ormai non è un mistero nemmeno per la nostra scienza, almeno per quanto riguarda la materia. Anche gli oggetti apparentemente solidi sono formati da atomi, i quali sono com'è noto costituiti da particelle in movimento. 

Il fatto che ci appaiano solidi e compatti dipende dalle nostre limitate capacità di percezione, ma in realtà ogni cosa vibra e possiede una sua frequenza vibratoria, che è inversamente proporzionale alla densità della materia che la compone. 

Anche il terzo principio ermetico ha una grandissima importanza, in quanto ci permette di comprendere l'interazione tra le diverse frequenze vibratorie attraverso il fenomeno della risonanza. Tutto questo può essere trasposto sui piani di esistenza superiori (eterico, astrale, mentale) grazie al secondo principio ermetico, comprendendo in questo modo le leggi che governano l'interazione tra mente, emozioni, energia e materia.





4) Il principio della polarità. "Tutto è duale, ogni cosa ha la sua coppia di opposti". Il quarto principio ermetico, che richiama il notissimo sistema filosofico taoista basato sull'interazione delle polarità opposte Yin e Yang, spiega tanti paradossi con i quali ognuno di noi si trova continuamente a dover fare i conti.

Gli opposti sono complementari, gli estremi si toccano, ogni verità è solo una mezza verità, ogni medaglia ha il suo rovescio, tutto è relativo. 

Ogni opposto esiste solo perchè esiste anche l'altro, e ognuno ha bisogno dell'altro, contenendolo in sè in potenza. Anche questo principio ermetico ci può far capire molte cose di noi stessi e della vita, soprattutto se lo applichiamo ai piani mentali, emozionali, sociali, relazionali.


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5) Il principio del ritmo. "Ogni cosa ha le sue fasi, cresce e decresce, fluisce e rifluisce". Il quinto principio ermetico è strettamente legato al quarto, facendo capire che in tutte le cose c'è un ritmo di alternanza tra due polarità opposte nelle loro molteplici manifestazioni. 

Ma è legato anche al terzo, in quanto la vibrazione si manifesta come alternanza tra cresta d'onda e cavo d'onda. Tutte le cose crescono e decadono, avanzano e retrocedono, aumentano e diminuiscono. 

Questa è la vita, nelle galassie come nelle stelle, nell'uomo come nelle piante. Nessuno può pensare di essere sempre sulla cresta dell'onda o di crescere all'infinito, ma la conoscenza di questa legge e del suo manifestarsi in un sistema specifico permette di capire come fare la cosa giusta al momento giusto, in armonia con il fluire e rifluire della vita. In questo è davvero maestra la filosofia taoista con il suo meraviglioso sistema basato sull'alternarsi delle energie prevalenti.


6) Il principio di causa-effetto. "Ogni cosa ha il suo effetto, ogni effetto ha la sua causa, e tutto avviene secondo una legge". La legge di causa-effetto è conosciuta anche dalla nostra scienza, che si limita però ad applicarla soltanto alla materia. La stessa legge vale però su qualsiasi livello di esistenza, facendo intendere che tutto ciò che ci accade in modo apparentemente casuale ha una sua causa antecedente di cui non siamo consapevoli. 

Il caso è, in realtà, un nome attribuito ad una legge non riconosciuta. A questa legge è legato il concetto di karma, cardine non solo delle religioni orientali ma anche di tutte le filosofie esoteriche di ogni tempo e luogo. Se qualcuno nasce ricco o povero, fortunato o sfortunato, non è per caso ma in conseguenza di una legge di causa-effetto. 

Questo sesto principio ermetico fa intendere come ognuno di noi è veramente padrone del proprio destino, in quanto il nostro futuro sarà determinato dalle conseguenze delle nostre scelte e non da eventi casuali. Su questo principio, come pure sul quinto e il quarto, si basa anche la dottrina della reincarnazione.



7) Il principio del genere. "Ogni cosa ha il suo genere maschile e femminile, e il genere si manifesta su ogni piano". Il settimo principio ermetico ricorda un po' il quarto, quello della polarità, ma si riferisce al fatto che ogni azione creativa richiede l'interazione del genere maschile con il genere femminile. Sul livello di esistenza fisico la differenziazione tra maschile e femminile si manifesta nella sessualità, ma tale distinzione è presente anche ai livelli superiori ovviamente con modalità ed energie diverse. 

E' evidente a tutti come per generare un nuovo essere vivente sia necessaria l'unione maschile-femminile tramite l'atto sessuale, ma lo stesso discorso vale anche per qualsiasi altro tipo di creazione, da quella mentale a quella spirituale a quella artistica. Dove c'è creazione c'è sempre l'unione di una componente maschile con una femminile, con le modalità proprie di ogni livello di esistenza.

Testo di Gabriele Bertani –10 febbraio 2004 -

3 luglio 2014

Pratica dei Tattwa

Molti conoscono i Tattwa come strumento di chiaroveggenza in uso presso l’Ordine della Golden Dawn.
Ciò però non deve far ritenere che sia uno strumento esclusivo di tale scuola in quanto i Tattwa, che trovano radice nelle filosofie orientali, trovano impegno ed impiego in numerose pratiche.

Ricordiamo che altrettanto famosa è la purificazione dei centri occulti dell’uomo, tramite i Tattwa.

Inoltre vorrei rassicurare il lettore sul termine chiaroveggenza che in questo caso non deve assolutamente ingannare: qui non è riferito a visioni del futuro o del passato, non è espressione di una terza vista legata al flusso temporale tramite un connubio con entità insistenti nel basso astrale, ma bensì la capacità di vedere\accedere ad altri “mondi” in cui siamo comunque, anche se inconsapevolmente, immersi.

E' infatti patrimonio della conoscenza esoterica il fatto che l'uomo possa accedere a numerosi piani, che differiscono fra loro per grado di densità, attraverso la possibilità di mutare il tratto di unione fra fisico-mente-anima: un risultato conseguibile attraverso la concentrazione, la capacità di isolarsi dalle sollecitazioni esterne, e dai sotterfugi della mente.

I Tattwa, come possiamo vedere nell’apposita tabella, altro non sono che rappresentazioni simboliche dei cinque elementi, concetto tradizionale che troviamo in tutte le scuole esoteriche. Ognuno dei Tattwa è diverso per forma e per colore, e attraverso questo binomio è fornito all’adepto uno strumento di utilità tanto maggiore, quanto sarà la sua consapevolezza che costantemente esso è “caricato energeticamente” non solo dalla volontà del singolo, ma da quella della moltitudine di operatori che da sempre lo utilizzano.

I CINQUE TATTWA





Brahman è la coscienza-conoscenza assoluta, il punto di origine immanifesto della tradizione orientale, e la sua prima promanazione è la Shakti, che rappresenta il suo principio dinamico o formatore. 

Da essa, attraverso ulteriori passaggi sottili, emanano i cinque Tattwa, che costituiscono quindi gli elementi archetipali della manifestazione, o in altre parole i mattoni fondamentali sia del macrocosmo, che del microcosmo.

Tale universale presenza dei Tattwa permette all'Operatore di interagire su ogni parte della manifestazione  (panchikarana), creando ponti attraverso le "simpatie e risonanze" fra gli elementi in sè presenti, che in quelli presenti in altri enti, o piani (Lokas).

  • Ogni Tattwa è una vibrazione del Prana, che è la luce dalle cui frequenze provengono tutti e cinque.
  • Ognuna delle cinque stratificazioni o Kosha che formano il corpo umano e' impregnata di ognuno dei Tattwa. 
  • Il primo Tattwa é l'Etere, o Akasha; ha natura sottile, diffusa e, per questo, é senza movimento. Il suo colore é il grigio fumo, quasi nero.
  • Dall'Etere si manifesta l'Aria, o Vayu, a cui é associato il movimento (vento) e il cui colore é il blu.
  • Da Vayu emana il Fuoco, Tejas, l'energia diventata calda, il cui colore é il rosso e la cui qualità é l'espansione.
  • Da qui il Prana si raffredda e diventa l'Acqua, Apas, le cui qualità sono fluidità e contrazione e il cui colore é il bianco.
  • Quando l'energia raggiunge lo stato più denso si ha l'elemento più pesante, la Terra o Prithvi, le cui qualità sono pesantezza e coesione. Il suo colore é il giallo.
    Come abbiamo avuto modo di vedere, ad ogni simbolo corrisponde un colore, un elemento, un mantra e/o una potenza angelica. 
    E' attraverso forme, colori e suoni che l'uomo percepisce e legge la realtà circostante ed interiore, ed è attraverso le "potenze angeliche" che crea un ponte fra le proprie parti divise.






PORZIONI DEGLI ELEMENTI SOTTILI
ELEMENTI GROSSI 
BHUTA
1/2
ETERE 
 + SUONO
1/8
Aria +
1/8
Fuoco +
1/8
Acqua +
1/8
Terra  =
ETERE
UDITO
1/2
ARIA 
 +  CONTATTO
1/8
Etere +
1/8
Fuoco +
1/8
Acqua +
1/8
Terra =
ARIA
TATTO
1/2
FUOCO 
 + FORMA
1/8
Etere +
1/8
Aria +
1/8
Acqua +
1/8
Terra =
FUOCO
VISTA
1/2
ACQUA 
 + SAPORE
1/8
Etere +
1/8
Aria +
1/8
Fuoco +
1/8
Terra =
ACQUA
GUSTO
1/2
TERRA 
 + ODORE
1/8
Etere +
1/8
Aria +
1/8
Fuoco +
1/8
Acqua =
TERRA
OLFATTO

Gli elementi grossi sono associati ai sensi, agli organi di conoscenza (Jñanindriya) e agli organi d’azione (Karmindriya). A livello individuale, nell’essere umano, l’insieme degli Elementi e degli organi agisce su due carateristiche polari.




ELEMENTI GROSSI
BHUTA
ORGANI DI CONOSCENZA
JÑANINDRIYA

ORGANI D'AZIONE
KARMINDRIYA
POLARITÀ
ETERE
UDITO
ORECCHIE
BOCCA
TRASCENDENZA-IMMANENZA
ARIA
TATTO
PELLE
MANI
UNIONE-SEPARAZIONE
FUOCO
VISTA
OCCHI
ANO
ESPANSIONE-CONTRAZIONE
ACQUA
GUSTO
LINGUA
GENITALI
PIACERE -DOLORE
TERRA
OLFATTO
NASO
PIEDI
CONSISTENZA- EVANESCENZA






Il quadrato per la TerraIl cerchio per l’Acqua.Il triangolo rosso per il Fuoco.
La falce di luna per l’Aria
La falce di luna gemmata per l'etere.

Vi è poi la meditazione corporea (Niyasa), attraverso il movimento delle dita che rappresentano e contengono l’essenza degli Elementi. 
TERRA: anulare 
ACQUA: mignolo
FUOCO: pollice.
ARIA: indice.
ETERE: medio.
Il contatto delle singole dita con varie parti del corpo permette un’esperienza diretta con l’elemento evocato, da approfondire in tutte le sue manifestazioni nel TN o nelle carte dinamiche. 

Il passaggio da un dito all’altro, secondo l’ordine elementale diretto o inverso, rende possibile una Mudrã, ossia una gestualità simbolica, di potente valore interiore.





La pratica è in sè molto semplice:


1. Acquisire una posizione consona alla pratica di visualizzazione, si consiglia quella del cadavere se sdraiati, oppure del faraone se seduti.

2. Profondo rilassamento, e dare moto ad una respirazione circolare con inspirazione dalle narici, trattenimento del respiro nella zona del ventre, ed espirazione dalla bocca, con la lingua collocata a circa due centimetri dagli incisivi. I tre tempi della respirazione devono essere di eguale durata.

3. Creare un flusso di pensiero attorno all’elemento scelto. (Fuoco che arde, fuoco che riscalda, fuoco che illumina, ecc…)

4. Fissare per circa un minuto il Tattwa scelto

5. Trasferire rapidamente l’attenzione dal tattwa, ad una parete o un soffitto o una superficie completamente bianca

6. Si vedrà, per effetto ottico riflesso, la stessa forma ma nel suo colore complementare.

7. Appena focalizzata l’immagine con il colore riflesso, si chiuda gli occhi e si cerchi di visualizzarla dello stesso colore innanzi a noi.

8. Appena l’immagine si sarà stabilizzata, la si ingrandisca in modo tale che possa accoglierci.

9. Immaginare di passare oltre la visualizzazione, come se essa fosse una soglia o una porta. Parte integrante di questa pratica è visualizzarsi come l’eremita dei tarocchi, avvolti in un manto, con una lanterna luminosa, e un bastone nodoso. Dall’alto al basso, da destra a sinistra si tracci tre volte la croce cabalistica, e poi si attraversi l’immagine.

10. Superata la soglia del simbolo, si pratichi il Mantra nella tecnica preferita.

11. Volendo terminare la pratica si superi nuovamente la soglia.

12. Si tracci 4 volte il simbolo cabalistico, e si concluda così la pratica.




Tattwa
Bija Mantra
Angeli


etere
  

Ham

  
Metraton

aria

Yam

Raphael

fuoco

Ram

Michael

acqua

Vam

Gabriel


terra

Lam

Uriel










source



Per approfondire


Tattwas and Antahkarana Instructions

The tattwas (or tattvas) are primal energies that underlie the five elements of Hindu philosophy -- akasha or akasa (spirit), tejas (fire), apas (water), vayu (air) and prithivi (earth). The term tattwas means realities or states of being. Each of the five has a specific symbol/glyph used for visual and identification purposes.

Mind and Maya Tattvas


CONTENTS 
1.  Manifested Union of Shiva and Shakti
2.  Archetypes
3.  Return at this Level
4.  Poisons to Wisdoms
5.  Qualities of Essence
6.  Kama-bija
7.  Implications for Practice


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