“ Be the Change that you want to see in the world. ” ...is by Mahatma Gandhi...

24 marzo 2014

Ekadasi: Digiuno e Salute






LA PRATICA DEL DIGIUNO E DEL SILENZIO



Un giorno di digiuno ogni 2 settimane


Secondo l'Astrologia Vedica, Ekadashi è l'undicesimo giorno del mese lunare. In base a questa antica tradizione, Ekadashi è un giorno propizio per alcune pratiche come il digiuno e il silenzio. Il numero undici rappresenta la somma dei cinque sensi, dei cinque organi di azione (mani, piedi, bocca, organi della riproduzione e organi di escrezione), più la mente. 

Poiché la mente controlla i sensi e gli organi di azione, essa è di fondamentale importanza per gli esercizi intrapresi nel giorno di Ekadashi. 

Quando Ekadashi cade nella fase di luna crescente la mente si trova in Ajna Chakra (il terzo occhio), e durante la fase calante in Anahata Chakra (cuore). 
Poiché questi Chakra sono la dimora naturale della mente, la mente ha più facilità a concentrarsi e raccogliersi in sé stessa perché si sente a casa propria. Si può trarre vantaggio da questi giorni praticando il digiuno e altri esercizi come silenzio, pranayama, meditazione, recitazione di preghiere e lettura di testi sacri. 
Il giorno di Ekadashi è consigliato il digiuno liquido a base di succhi di frutta e di verdura, tisane, acqua calda, ecc.

Se si fa un digiuno a base di succhi di frutta, è importante ricordare che, in base alla costituzione individuale (Prakriti) stabilita dall'Ayurveda, il succo d'uva è benefico per la costituzione Vata (aria), il succo di melograno per la costituzione Pitta (fuoco), il succo di mela per la costituzione Kapha (acqua). Per ogni giorno di digiuno bere circa uno o due litri di succo che può essere allungato con acqua. Alla sera fare una cena leggera e dal giorno dopo riprendere la dieta normale. 


Durante il digiuno l'apparato digerente riposa e nello stesso tempo viene stimolato Agni, il fuoco della digestione. Poiché non c'è nessun cibo da digerire, Agni brucia lentamente le tossine accumulate negli intestini. Digiunare nel giorno di Ekadashi è un esercizio che purifica lo spirito, la mente e il corpo. Se non si ha a disposizione un calendario lunare, si può individuare Ekadashi con buona approssimazione contando l'undicesimo giorno a partire dalla luna nuova e dalla luna piena.

per approfondire>>


Digiuno e Salute

Il digiuno consiste nell’astensione totale dal cibo per un periodo di tempo definito (dai cinque ai quaranta giorni circa). Ci si limita a bere acqua pura. Naturalmente non si fuma, né si assumono farmaci di alcun genere. 

Il digiuno è un momento di riposo durante il quale le attività di riparazione dell’organismo si intensificano.

Digiuno nell’era dell’abbondanza e del boom dell’industria farmacologica…

Benché la tavola ne abbia uccisi più della spada, si preferisce mangiare piuttosto che digiunare; l’astinenza anche se terapeutica è poco popolare nell’era dei consumi. La sovrabbondanza è all’origine dei nostri mali peggiori e comporta costi esorbitanti. 

Questi mali delle società ricche vengono elegantemente definiti “le malattie della civiltà”. Abbiamo acquisito tanta familiarità con le malattie che le crediamo inevitabili e “normali”, la malattie è divenuta un’istituzione redditizia! Malgrado i progressi della tecnologia stiamo ancora usando droghe per curare, ovvero lenire, le sofferenze delle persone malate. 

La persona che digiuna sta facendo un esercizio straordinario: si cura e allo stesso tempo prende in mano la propria salute, anziché compatirsi e rassegnarsi alla bassa qualità di vita che è la norma per le persone colpite dalle “malattie della civiltà” (o da pancia piena). Chi digiuna sceglie di non considerare il corpo come una macchina che il meccanico deve riparare, ma fa affidamento al potere di autoguarigione di cui l’organismo è dotato; quindi digiunando, non ci si aspetta più che gli altri ci guariscano, ma ci si guarisce da soli!!

A digiuno ci si riposa sempre e dunque la vita interiore si amplifica: ciò è affascinante, ma talvolta fastidioso. Si tratta di un approccio globale della persona perché cura allo stesso tempo il corpo e lo “spirito”, valorizzando l’essere umano nel suo insieme, concependolo come un tutto indissolubile. Il digiuno è una “soluzione terapeutica” (adatta a qualsiasi fascia di età) che permette di risolvere il problema alla radice invece di cercare di sopprimere i sintomi come succede facendo ricorso alla medicina allopatica, alle piante medicinali o ad altri tipi di medicine cosiddette dolci.

Quando queste “bloccano” la tosse, bloccano anche i processi difensivi del corpo, i processi di eliminazione; quando sopprimono la diarrea, impediscono anche l’espulsione di materie indesiderate dall’apparato digestivo. Quando abbassano la febbre, interrompono il processo curativo attuato da questa febbre. In effetti la febbre è un mezzo d’eliminazione naturale per bruciare gli scarti. 

I sintomi spariscono definitivamente se si sopprimono le cause, e provvisoriamente se si utilizzano dei rimedi come deviazione delle forze vitali d’eliminazione.

Se lo stile di vita non migliora, il livello di tossiemia si accresce di anno in anno. A quel punto la tossiemia si generalizza, raggiungendo progressivamente tutti gli organi del corpo. Il lavoro degli organi è interdipendente. Se un organo diventa tossiemico, svolge le sue funzioni con difficoltà e tutto il resto dell’organismo ne risente.
Il nostro corpo ci invia dei segnali: questi vanno ascoltati per eliminarne le cause e tenere sotto controllo la nostra salute.

Cosa accade durante il digiuno…

Digiunando, si cessa di apportare alimenti al corpo; quest’ultimo deve dunque sviluppare una nuova strategia per ottenere energia. La sua strategia è rivolgersi alle riserve: ispeziona tutti i tessuti per inventariare i grassi, le proteine, le vitamine e i minerali di riserva che può usare senza farsi male. 

Elenca e distrugge (grazie al processo di autolisi) i tessuti usurati, danneggiati o in eccesso, riciclando le parti riutilizzabili ed eliminando le scorie nocive. Oltre alla stimolazione dell’autolisi dei tessuti, il digiuno accelera la pulizia dei vasi sanguigni, delle cellule e dell’ambiente nel quale queste ultime nuotano (l’ambiente interstiziale). Il grasso nocivo, gli scarti chimici, i cristalli di acido urico e i residui del lavoro cellulare che provocano il sovraffaticamento sono digeriti dalle cellule alla ricerca di nutrimento e riciclati. 

Le tossine non riciclabili sono semplicemente neutralizzate e successivamente eliminate.

Quindi durante il digiuno ogni cellula si auto-ripara. Dopo aver disfatto le proprie strutture pericolanti, esse si ricostruiscono con materiali nuovi e sani ad un ritmo molto veloce. Se una cellula è troppo danneggiata o usurata per sopravvivere, secerne nel suo spazio interno degli enzimi distruttori, dandosi l’eutanasia. I suoi residui sono raccolti da cellule itineranti chiamate macrofagi. 

La cellula scomparsa è sostituita da una cellula figlia, prodotta da altre cellule del tessuto, nel caso dei tessuti le cui cellule non si riproducono (esempio nel sistema nervoso) spetta alle cellule limitrofe effettuare il loro lavoro.

Il nostro organismo si riequilibra grazie alla sua capacità di adattamento al cambiamento (omeostasi), per cui i parametri biologici si mantengono a livelli costanti. Nonostante i cambiamenti nell’alimentazione il nostro ambiente interno si mantiene sempre uguale e favorevole alla sopravvivenza delle cellule. 

Questo equilibrio si mantiene evidentemente durante il digiuno.
Un esercito di cellule difende il nostro corpo contro i virus, le polveri, i prodotti chimici o i batteri. Queste cellule specializzate viaggiano attraverso il sangue ed eliminano gli agenti patogeni in tutti i tessuti dell’organismo. Il nostro corpo possiede i mezzi per guarirsi e difendersi. Si tratta di metterli a profitto digiunando in un clima di riposo e serenità, concedendosi del tempo per allontanarsi dalle preoccupazioni quotidiane e lasciare che il riposo incrementi le attività di riparazione. Più si sta a riposo e si dorme, più rapidi saranno i suoi effetti. 

Un organo in autolisi ha bisogno di un grande apporto di energia e la circolazione sanguigna vi aumenta; se si decidere di correre, ad esempio, la circolazione sanguigna sarà immediatamente canalizzata verso i muscoli delle gambe facendo cessare l’autolisi nell’organo in cui si stava svolgendo. Poiché l’organismo risparmia energie, la libido diminuisce e dunque le attività sessuali sono piuttosto rare durante il digiuno.

Quando digiunare…

Il digiuno può essere intrapreso in ogni momento dell’anno secondo le necessità. Se si avvertono dei disturbi è sempre meglio smettere di mangiare fino a che non ci si ristabilisce. Preoccuparsi delle malattie lievi al momento giusto evita che queste si trasformino in malattie più gravi.

Nelle malattie acute il sistema digestivo è inadatto a digerire cibo. La perdita di desiderio di cibo è uno dei primi sintomi di malattia acuta, la natura elimina il desiderio per il cibo quando questo non può essere utilizzato. Anche i bambini quando non si sentono bene rifiutano d’istinto il cibo. L’abitudine di far ingozzare le persone ammalate (bambini compresi) per paura che la mancanza di cibo non fornisca le energie necessarie al corpo per debellare la malattia è causa di tante sofferenze inutili e di decessi che si potrebbero evitare. Anche nei casi di malattia cronica un digiuno condotto accuratamente permetterà all’organismo malato di espellere gli accumuli tossici che sono alla base del disturbo; un modo di vivere corretto permetterà successivamente all’individuo di costruirsi una salute eccellente.

Il digiuno può essere anche considerato come un esercizio di disintossicazione generale da praticare quando se ne ha voglia e tempo, anche in assenza di disturbi specifici.

Il digiuno preventivo ci permette di migliorare la qualità della vita e di prevenire la malattia o la degenerazione. Esso può durare alcuni giorni o qualche settimana, secondo il grado di tossiemia dell’organismo e lo scopo da raggiungere.

Il digiuno terapeutico, invece, serve a guarire l’organismo da una malattia già individuata; la maggior parte dei problemi di salute, affrontati prima che diventino irreversibili, possono essere risolti. Non dimentichiamo che la capacità di rigenerazione dell’organismo è straordinaria, e che alcune persone che si ritenevano malate incurabili hanno recuperato la piena salute digiunando. Anche in questo caso la durata varia a seconda dei casi e dura fino alla scomparsa dei sintomi. A volte è preferibile effettuare vari digiuni brevi piuttosto che uno lungo, sarà l’esperto a consigliare il miglior modo di proseguire la disintossicazione.

Senza pretendere di essere esaustivi, ecco una lista dei principali squilibri che il digiuno migliora:
• L’obesità e problemi associati: tasso elevato di colesterolo o di trigliceridi, diabete precoce, fegato grasso.
• I problemi ghiandolari: ipotiroidismo, problemi legati al sistema riproduttivo (mestruazioni dolorose, irregolari), al fegato (che è una ghiandola), ai surrreni, alle paratiroidi e al pancreas.
• I problemi digestivi: costipazione, diverticoli, ulcere varie, cristallizzazioni.
• I problemi circolatori: arteriosclerosi, ipertensione, prevenzione dei coaguli, varici, problemi legati alla circolazione venosa, emicranie, sensazioni di freddo.
• I problemi del sangue: anemia, poliglobulia (eccesso di globuli rossi), squilibri vari nella composizione del sangue. 
• La degenerazione dell’apparato locomotorio: artrite, reumatismi, miosite, artrosi, osteoporosi… 
• I problemi legati al sistema difensivo: debolezza immunitaria, allergie, malattie dei gangli, artrite reumatoide, infezioni batteriche ricorrenti… 
• Le malattie virali: mononucleosi, influenze, bronchiti, laringiti, vaginiti… 
• Le malattie della pelle: acne, eczema, seborrea, iperacidità. 
• Le malattie del sistema nervoso: insonnia, irritabilità, malattie degenerative allo stato precoce (sclerosi a placche), esaurimento. 
• I problemi del metabolismo dei tessuti:cisti, tumori benigni, fibromi, infiammazioni, cancri precoci.
Se si tratta di malattie genetiche trasmesse per eredità il digiuno non può curare totalmente la malattia, ma può prevenire uno stato di debolezza ereditaria che non è inevitabile; si manifesta in un organo o un tessuto meno resistente, che è il primo a deteriorarsi quando l’organismo raggiunge un certo grado di tossiemia. Evitando questa soglia di tossiemia patogena, si evita la manifestazione della debolezza ereditaria.

Reazioni durante il digiuno…

Quando si inizia un digiuno quasi inevitabilmente si presentano degli sviluppi fisici ( le cosiddette crisi di disintossicazione) che non devono allarmare come ad esempio la lingua che diventa bianca, il sapore cattivo che assume la bocca, catarro, febbre, gli odori corporali che si fanno più forti, ecc… 

Nonostante tali condizioni possono essere spiacevoli, esse rappresentano un processo purificatore così come lo è la perdita di peso. Naturalmente si manifesta il disturbo già noto, ossia quello per cui si decide di digiunare (nel caso del digiuno terapeutico); poi vengono i disturbi legati a problemi di salute del passato. Tutti conserviamo nei tessuti debolezze, postumi di traumi o di malattie passate. Digiunando, questi tessuti danneggiati si riparano; quando il danno è reversibile, la sua antichità non limita le nostre capacità di porvi rimedio. Il terzo disturbo che si potrebbe sperimentare è quello latente, ossia si potrebbe rivelare la presenza di un focolaio di infezione ancora sconosciuto che denota un disordine fisiologico che prima o poi si sarebbe comunque manifestato. Il disturbo segnala l’attività di autolisi.

Se un disturbo diventa intollerabile, si frena l’autolisi con succhi di frutta fresca o l’applicazione di calore, senza fare ricorso ad analgesici e calmanti, sempre raccomandando il riposo completo.

Dove digiunare…

Il primo digiuno deve essere fatto sotto controllo professionale, affinché il partecipante comprenda le reazioni provocate dal digiuno, evitando allo stesso tempo di commettere errori. Si digiuna in un clima di riposo lontani dalle preoccupazioni quotidiane, dallo smog e dal caos cittadino.

È preferibile che il luogo non sia troppo freddo visto che il digiuno diminuisce la resistenza al freddo.

Esistono oggi case di riposo igieniste a cui ci si può rivolgere per ricevere un’assistenza adeguata.

Controindicazioni…

I casi in cui il digiuno è da escludere tassativamente sono pochi. Il primo è la carenza nutritiva reale, anche se assai nella nostra società; la “ paura ossessiva” è controindicazione assoluta; la gravidanza è controindicazione relativa, al massimo si possono praticare digiuni brevi. Ogni dipendenza farmaceutica profonda deve essere attentamente valutata; per digiunare, l’organismo deve essere autonomo, ovvero deve saper compiere da solo le funzioni essenziali alla sopravvivenza, senza medicine. 

Cancro generalizzato, tossicodipendenza, fasi avanzate del morbo di Alzheimer, della sclerosi a placche o delle coliti ulcerose, ad esempio, sono altre controindicazioni. Il supervisore deve studiare ogni caso con attenzione, per giudicare l’idoneità del digiuno.

Preparazione al digiuno…

Nelle settimane che precedono il digiuno si consiglia di mangiare più frutta e verdura fresca per rifornire al massimo i tessuti di vitamine e minerali. Si abbandonano gli eccitanti come il caffé, il tè, lo zucchero bianco, il cioccolato, i condimenti, i cibi di origine animali se fanno parte della nostra alimentazione. A quel punto, il nostro metabolismo può tornare al suo ritmo naturale, anziché essere snervato dalla presenza di stimolanti. 

Si dovrebbe praticare una discesa alimentare che consiste nell’eliminare gradualmente i farinacei, le leguminose, i cibi di derivazione animale, fino a nutrirsi esclusivamente di frutta fresca nei due o tre giorni che precedono il digiuno. Se ciò crea troppi disagi, è possibile scegliere un approccio più diretto e digiunare dall’oggi al domani.

La ripresa alimentare…

Alla fine del digiuno, ricominciare a mangiare è un vero piacere, ma bisogna procedere con molta cautela. Una buona ripresa alimentare deve avere come minimo la stessa durata del digiuno intrapreso. 



Esso si interrompe in genere con frutta fresca non dolce (possibilmente biologica) masticata e insalivata a lungo. Si possono poi reinserire ortaggi freschi crudi, in seguito quelli cotti leggermente a vapore fino ad arrivare ad aggiungere gradatamente i farinacei e i legumi.

Per restare disintossicati…

Dopo il digiuno, si è disintossicati e tali si vuole restare.
È possibile prolungare questo stato di benessere adottando abitudini sane e semplici:
• Un’alimentazione sana e razionale;• Un riposo regolare tutte le notti;• Un esercizio fisico stimolante e non violento;• L’assenza di sovraffaticamento;• La rinuncia a stimolanti quali tabacco, caffé, droghe, medicine e alcool;• Una filosofia di vita appagante;• Il digiuno.

(tratto da “Il digiuno può salvarvi la vita” del dott. M.H. Shelton, “Il digiuno per la propria salute” di Nicole Boudreau e “Manger naure santé nature” di Albert Mosséri)

14 marzo 2014

Psiche e Organo - Nuova Medicina Germanica

Relazioni tra Psiche e Organo nella Nuova Medicina Germanica

In questa tabella è presente un estratto del poster sulle relazioni psiche-cervello-organo, che è divisa in tre aree, gialla, arancione e rossa, in relazione alle origini embriologiche dei tessuti coinvolti (endoderma, mesoderma, ectoderma). 

Questo estratto contiene solo la relazione psiche-organo.


Endoderma




  Manifestazione organica         Contenuto biologico del conflitto


Faringe, adenoidi, vegetazioni nasofaringee
Non poter acchiappare la presa, l'obiettivo (non poter possedere o conseguire qualcosa)
Ipofisi, adenoipofisi, acromegalia
  1. Non conseguire l'obiettivo perché irraggiungibile, dato che l'individuo è di bassa statura
  2. Non poter alimentare il bambino o provvedere alla famiglia
Parotidi (porzione acinosa)
Non poter acchiappare la presa (obiettivo)
Ghiandola sublinguale (porzione acinosa)
Non poter acchiappare la presa (obiettivo)
Palato (cavo)
Non poter inghiottire il boccone, anche se lo si è afferrato. Es: La persona pensava di aver vinto alla lotteria, però si accorge di non aver giocato il numero
Tonsille
Non poter inghiottire il boccone (obiettivo) Es: all'ultimo momento non si è ottenuto qualcosa che sembrava appartenerci: casa, auto, ecc.
Tiroide
(porzione acinosa)
Non poter conseguire la presa, in quanto non si è abbastanza rapidi. Es: una commessa, che perde clienti per via della maggior sveltezza della sua collega. fa calare le vendite e il capo la sanziona
Paratiroidi
(porzione acinosa)
Non potere inghiottire il boccone
Trombe di Eustachio
(tra faringe e orecchio medio)
Non poter conseguire l'informazione
Orecchio medio
Non poter acchiappare il boccone, con particolare riferimento alla informazione (conflitto che deriva dalla fase embriologica, dato che orecchio medio e bocca erano la medesima cavità). Es: il lattante che non viene allattato. Es: Un bimbo che non riceve il giochino che aveva desiderato ardentemente
Ghiandole lacrimali (porzione acinosa)
Non poter acchiappare il boccone per il fatto di non esser visto e considerato dagli altri. Es: Un pittore che non trova una galleria disposta a esporre i suoi quadri, che non verranno venduti
Sottomucosa orale
(strato profondo dell'epitelio intestinale)
Non poter acchiappare il boccone . Frequente nei malati gravi quando non possono alimentarsi correttamente. Es: per dolore
  1. Alveoli
  2. Adenocarcinoma bronco-alveolare (poco frequente)
Paura della morte, frequentemente per l'impatto di una diagnosi: Es: "Lei ha un cancro, le rimangono sei mesi di vita". Conflitto di non avere aria da respirare, paura di morire asfissiati
Esofago (terzo inferiore)
Non poter inghiottire il boccone. Una casa, un'auto, ecc. che si vuole acquisire e non si può. L'adenocarninoma è per "volere acquisire e non potere". Il carcinoma epidermoide compare invece quando si deve inghiottire una cosa che si vuole sputare. Valido anche all'inizio per la zona oro-naso-faringea
Stomaco (eccetto la piccola curvatura)
"Non lo posso digerire". Contrarietà famigliare. Es: non poter appropriarsi di una eredità che ci spetta, in base al testamento, o dei guadagni derivanti da azioni e rendite. Frequente nelle questioni giudiziarie, indennizzazioni o pensioni di spettanza
Duodeno (eccetto il bulbo)
Non poter digerire il boccone. Contrarietà con uno dei membri della famiglia, colleghi di lavoro, amici
Fegato
"Morire di fame", Conflitto esistenziale. Es: Conflitto di poter morire di fame per un cancro all'intestino
Pancreas
Paura e contrarietà familiari "lotta per il boccone". Es: una donna deve cancellare il suo viaggio di vacanze pianificato da tempo, e vissuto già con entusiasmo, perchè sua madre ha avuto un incidente
Digiuno
Non poter digerire il boccone, "contrarietà indigesta", che spesso si associa al conflitto di paura di morire di fame
Ileo (parte terminale). Denominato anche
Morbo di Crohn
Non poter digerire il boccone. "Contrarietà indigesta" generalmente combinata con Conflitto di "paura di morire di fame" nel senso più ampio dell'espressione. Es: un negoziante che si vede obbligato a chiudere temporaneamente l'esercizio per varie volte e poi in modo definitivo, dovendo risarcire i suoi aiutanti, nonostante le sue manifestazioni contrarie, subendo quindi un grosso danno economico
Ceco e appendice
Conflitto indigesto di "sporcizia". Es: bimbo che assiste ad una terribile scena di violenza tra i propri genitori
Intestino crasso (colon ascendente, trasverso e discendente)
Contrarietà indigesta, brutto scherzo, "porcheria", Es: qualcuno che viene accusato ingiustamente di frode ai danni di una compagnia assicuratrice
Sigma
Soffrire una "vigliaccata", qualcosa di vile, schifoso, denigrante
Retto (sottomucosa distrofica della parte superiore del retto, quasi al sigma)
Soffrire una "vigliaccata", qualcosa di ignobile, di denigrante
Grande omento
Soffrire una vigliaccata, qualcosa di impossibile da digerire
Endometrio (corpo uterino)
  1. Conflitto con connotazioni sessuali, sgradevole, sporco, poco rispettoso. Generalmente con uomo.
  2. Perdita, soprattutto nella relazione nonno/nipote
Prostata
Conflitto sessuale, spiacevole. Es: uomo anziano che viene abbandonato dalla moglie che gli preferisce un uomo più giovane
Tube di Fallopio
Conflitto con connotazioni sessuali, osceno, generalmente, con uomo. Es: Direttrice di una fabbrica che viene a sapere che uno dei suoi principali dipendenti è stato scoperto con una minorenne. Per disfarsene deve pagare un forte indennizzo
Vescica (sottomucosa, polipo vescicale)
Soffrire una "vigliaccata". Es: donna gravida che viene picchiata dal marito
Rene (tubuli collettori)
Conflitto esistenziale, "conflitto del profugo", che ha perso tutto, conflitto da perdita a causa della guerra o di evento disastroso
Ombelico
Non potere eliminare. Es: donna convalescente ascolta il marito balbettare al telefono e lo accusa di non aver abbandonato l'alcool
Teratoma dell'ovaio e del testicolo (localizzazione eccezionale)
Gran conflitto di perdita. Es: perdita di un figlio, del miglior amico, di una persona cara, anche animali


Mesoderma

Mesoderma Antico (Cervelletto)



Collocazione
Manifestazione organica
Contenuto biologico del conflitto


E
M
I
S
F
E
R
O

D
E
S
T
R
O
Derma, melanoma, melanoma amelanotico,corion cutaneo. 
Lato sinistro.
Conflitto da insudiciamento, di attacco alla propria integrità, di sentirsi sfigurati o esserlo. Es: dopo l'asportazione della mammella. Disonore, offesa reale o figurato. Es: "sei uno schifoso" o "sei una merda"
Acne Rosacea mono o bilaterale (corion cutaneo). Lato sinistro
Conflitto di insudiciamento. Conflitto di rimanere sfigurati, deformati o disonorati
Acne volgare del corion cutaneo. Lato sinistro
Piccolo conflitto di insudiciamento e di attacco alla propria integrità, soprattutto nella pubertà
Mammella sinistra (petto, corion cutaneo invaginato)
Destrimane: Conflitto madre/figlio (o figlia/madre) o Conflitto del nido. Es: il bimbo che sfugge alla mano della madre e rimane coinvolto in un incidente. Viene ricoverato in gravi condizioni. La madre ha dei sensi di colpa. Es 2: Ad una donna viene revocato il contratto di affitto della sua casa con la minaccia di perdere il suo nido. Tutte le sue cose non hanno più un posto dove essere sistemate
Mancina: Conflitto tra pari (fratelli, colleghi, amici), non di tipo sessuale. Conflitto di preoccupazione o di litigio
Pericardio 
(Lato sinistro)
Attacco al cuore. Anche come associazione psichica: "È debole di cuore?"
Pleura 
(Lato sinistro)
Attacco alla cavità toracica. Es: "Lei ha un cancro del polmone e bisogna asportarlo". Il chirurgo dice: "Dobbiamo aprire il torace ed asportare il tumore". Può essere una aggressione reale come una biopsia polmonare od una spinta od una pugnalata od una brutta parola che si riferisca al torace
Peritoneo 
(Lato sinistro)
Attacco alla cavità addominale. Es: "Lei ha un cancro del fegato". Questo può essere percepito come una aggressione alla integrità della cavità addominale. Dal punto di vista figurato può essere una brutta parola, una offesa che viene percepita come "una coltellata nella pancia"


E
M
I
S
F
E
R
O

S
I
N
I
S
T
R
O
Derma, melanoma, melanoma amelanotico,corion cutaneo. 
Lato destro.
Conflitto da insudiciamento, di attacco alla propria integrità, di sentirsi sfigurati o esserlo. Es: dopo l'asportazione della mammella. Disonore, offesa reale o figurato. Es: "sei uno schifoso" o "sei una merda"
Acne Rosacea mono o bilaterale (corion cutaneo). Lato destro
Conflitto di insudiciamento. Conflitto di rimanere sfigurati, deformati o disonorati
Acne volgare del corion cutaneo. 
Lato destro
Piccolo conflitto di insudiciamento e di attacco alla propria integrità, soprattutto nella pubertà
Mammella destra (petto, corion cutaneo invaginato)
Destrimane: Conflitto tra pari (fratelli, colleghi, amici), non di tipo sessuale. Conflitto di preoccupazione o di litigio
Mancina: Conflitto madre/figlio (o figlia/madre) o Conflitto del nido. Es: il bimbo che sfugge alla mano della madre e rimane coinvolto in un incidente. Viene ricoverato in gravi condizioni. La madre ha dei sensi di colpa. Es 2: Ad una donna viene revocato il contratto di affitto della sua casa con la minaccia di perdere il suo nido. Tutte le sue cose non hanno più un posto dove essere sistemate
Pericardio 
(Lato destro)
Attacco al cuore. Anche come associazione psichica: "È debole di cuore?"
Pleura 
(Lato destro)
Attacco alla cavità toracica. Es: "Lei ha un cancro del polmone e bisogna asportarlo". Il chirurgo dice: "Dobbiamo aprire il torace ed asportare il tumore". Può essere una aggressione reale come una biopsia polmonare od una spinta od una pugnalata od una brutta parola che si riferisca al torace
Peritoneo 
(Lato destro)
Attacco alla cavità addominale. Es: "Lei ha un cancro del fegato". Questo può essere percepito come una aggressione alla integrità della cavità addominale. Dal punto di vista figurato può essere una brutta parola, una offesa che viene percepita come "una coltellata nella pancia"


Mesoderma Recente 
Sostanza bianca cerebrale




E
M
I
S
F
E
R
O

D
E
S
T
R
O
Tessuto connettivo-necrosi. Lato sinistro
Leggero Conflitto di svalutazione di se stessi. La localizzazione nel tessuto connettivo corrisponde alla ubicazione del tipo di conflitto
Acondrotrofia sinistra (discondrosi, necrosi della cartilagine, condronecrosi)
Leggero Conflitto di svalutazione di se stessi. La localizzazione corrisponde alla ubicazione del tipo di conflitto
Necrosi di tendini. Lato sinistro.
Leggere Conflitto di autosvalutazione. La localizzazione corrisponde alla collocazione del tipo di conflitto.
Ossa (osteolisi, osteoporosi, decalcificazione ossea). Lato sinistro del corpo
Autosvalutazione. Conflitto specifico in funzione della parte di scheletro dove si produce l'osteolisi:
  1. Calotta cranica e vertebre cervicali: Svalutazione intellettuale (ingiustizia, mancanza di libertà, mancanza di pace, ...)
  2. Testa omerale destra (nel mancino): Svalutazione per conflitto madre/figlio
  3. Testa omerale destra (nel destrimane): Svalutazione per conflitto con parigrado
  4. Colonna vertebrale: Importante svalutazione della personalità
  5. Collo del femore: Svalutazione per non poter sopportare una situazione o per non riuscire a giungerne a capo
  6. Pube: Svalutazione sessuale
  7. Ginocchio: Svalutazione sportiva
  8. Piede e caviglia: Svalutazione per non poter correre, ballare o stare in equilibrio
  9. Mano: Sentirsi manualmente incapace
Osso dentale (osteolisi della dentina). Lato sinistro della dentatura.
Autosvalutazione per il "non poter mordere". Es: un bambino delicato e debole che si vede sempre costretto a sottomettersi e ad umiliarsi di fronte ad uno più forte
Gangli linfatici-necrosi (buchi). Lato sinistro.
Autosvalutazione lieve. Vengono coinvolti i gangli corrispondenti ad una parte definita dello scheletro. Le catene linfonodali corrispondono ad una parte determinata dell'osso. In questo caso la svalutazione è minore di quando coinvolge le ossa
Necrosi della milza
Conflitto de svalutazione relativo al sangue. Incapacità alla lotta per via di una ferita ampia e sanguinante, anche Conflitto di emorragia e lesione. Conflitto da trasfusione sanguigna. Conflitto per una diagnosi di tumore del sangue
Corteccia della ghiandola surrenalica. Lato sinistro
Conflitto del trovarsi fuori dal proprio cammino, di aver sbagliato strada o di aver preso il mezzo sbagliato
Arterie-necrosi. Lato sinistro del corpo. Necrosi arteriosa
Autosvalutazione. Limitazione specifica in base alla localizzazione organica
Vene-necrosi. Lato sinistro.
Autosvalutazione di se stessi. Specialmente delle vene delle gambe: conflitto della palla al piede, dell'avere i piedi di piombo. Es: una donna che rimane incinta senza volerlo e sente il proprio figlio come un impedimento. La sua libertà viene limitata
Vasi linfatici-necrosi. Lato sinistro.
Autosvalutazione. Limitazione specífica secondo la localizzazione organica
Muscolo-scheletrico (striato)-Necrosi. Lato sinistro.
Non poter scappare (gambe), di non poter respingere o afferrare altro (braccia). (Vedi sclerosi a placche, sclerosi multipla)
Ovaio sinistro (tessuto interstiziale)
  1. Perdita per la morte o la separazione da un figlio, sposo, padre, amici, animale, ecc...
  2. Conflitto sporco (zona genitale), con connotazioni sessuali con un uomo
Testícolo sinistro-necrosi.
  1. Perdita di persona che muore o se ne va
  2. Conflitto spiacevole (mal visto), con connotazioni sessuali con una donna (molto infrequente)
(*)
Rene-parenchima-Necrosi. Lato destro.
Conflitto dell'acqua o dei liquidi. Es: per essere quasi annegati o per la rottura delle tubature idriche che ha provocato una distruzione della casa)
(*)
Intestino-Muscolatura liscia-sinistra-Necrosi
Incapacità di procedere del bolo alimentare a livello intestinale. Ileo paralitico (?)
(*)
Utero-muscolo uterino-destro
Autosvalutazione per l'incapacità di rimanere gravida
(*)
Cuore-Endocardio
Autosvalutazione rispetto all'efficienza cardiaca
E
M
I
S
F
E
R
O

S
I
N
I
S
T
R
O
Tessuto connettivo-necrosi. Lato destro
Leggero Conflitto di svalutazione di se stessi. La localizzazione nel tessuto connettivo corrisponde alla ubicazione del tipo di conflitto
Acondrotrofia destra (discondrosi, necrosi della cartilagine, condronecrosi)
Leggero Conflitto di svalutazione di se stessi. La localizzazione corrisponde alla ubicazione del tipo di conflitto
Necrosi di tendini. Lato destro.
Leggere Conflitto di autosvalutazione. La localizzazione corrisponde alla collocazione del tipo di conflitto.
Ossa (osteolisi, osteoporosi, decalcificazione ossea). Lato destro del corpo
Autosvalutazione. Conflitto specifico in funzione della parte di scheletro dove si produce l'osteolisi:
  1. Calotta cranica e vertebre cervicali: Svalutazione intellettuale (ingiustizia, mancanza di libertà, mancanza di pace, ...)
  2. Testa omerale destra (nel mancino): Svalutazione per conflitto madre/figlio
  3. Testa omerale destra (nel destrimane): Svalutazione per conflitto con parigrado
  4. Colonna vertebrale: Importante svalutazione della personalità
  5. Collo del femore: Svalutazione per non poter sopportare una situazione o per non riuscire a giungerne a capo
  6. Pube: Svalutazione sessuale
  7. Ginocchio: Svalutazione sportiva
  8. Piede e caviglia: Svalutazione per non poter correre, ballare o stare in equilibrio
  9. Mano: Sentirsi manualmente incapace
Osso dentale (osteolisi della dentina). Lato destro della dentatura.
Autosvalutazione per il "non poter mordere". Es: un bambino delicato e debole che si vede sempre costretto a sottomettersi e ad umiliarsi di fronte ad uno più forte
Gangli linfatici-necrosi (buchi). Lato destro.
Autosvalutazione lieve. Vengono coinvolti i gangli corrispondenti ad una parte definita dello scheletro. Le catene linfonodali corrispondono ad una parte determinata dell'osso. In questo caso la svalutazione è minore di quando coinvolge le ossa
Corteccia della ghiandola surrenalica. Lato destro
Conflitto del trovarsi fuori dal proprio cammino, di aver sbagliato strada o di aver preso il mezzo sbagliato
Arterie-necrosi. Lato destro del corpo. Necrosi arteriosa
Autosvalutazione. Limitazione specifica in base alla localizzazione organica
Vene-necrosi. Lato destro.
Autosvalutazione di se stessi. Specialmente delle vene delle gambe: conflitto della palla al piede, dell'avere i piedi di piombo. Es: una donna che rimane incinta senza volerlo e sente il proprio figlio come un impedimento. La sua libertà viene limitata
Vasi linfatici-necrosi. Lato destro.
Autosvalutazione. Limitazione specifica in base alla localizzazione organica
Muscolo-scheletrico (striato)-Necrosi. Lato destro.
Non poter scappare (gambe), di non poter respingere o afferrare altro (braccia). (Vedi sclerosi a placche, sclerosi multipla)
Ovaio destro (tessuto interstiziale)
  1. Perdita per la morte o la separazione da un figlio, sposo, padre, amici, animale, ecc...
  2. Conflitto sporco (zona genitale), con connotazioni sessuali con un uomo
Testicolo destro-necrosi.
  1. Perdita di persona che muore o se ne va
  2. Conflitto spiacevole (mal visto), con connotazioni sessuali con una donna (molto infrequente)
(*)
Rene-Parenchima-Necrosi. Sinistra
Conflitto dell'acqua o dei liquidi. Es: per essere quasi annegati o per la rottura delle tubature idriche che ha provocato una distruzione della casa)
(*)
Intestino-Muscolatura liscia-sinistra-Necrosi
Incapacità di procedere del bolo alimentare a livello intestinale. Ileo paralitico (?)
(*)
Utero-muscolo uterino-sinistra
Autosvalutazione per l'incapacità di rimanere gravida
(*)
Cuore-Endocardio
Autosvalutazione rispetto all'efficienza cardiaca
(*) Organi omolaterali all'emisfero cerebrale

Ectoderma

       

                 Manifestazione organica                                        Contenuto biologico del conflitto
E
M
I
S
F
E
R
O

D
E
S
T
R
O
Epitelio pavimentoso degli archi branchiali
Paura frontale. Paura del cancro
Bronchi. Epitelio pavimentoso intrabronchiale. Asma bronchiale. (Costellazione schizofrenica quando sia presente un secondo conflitto attivo nell'emisfero sinistro)
Paura territoriale. L'avversario non ha invaso ancora il territorio, ma il pericolo è imminente. Paura nel territorio
Coronarie. Ulcera delle arterie coronarie con forte angina pectoris.
  1. Nell'uomo destrimane e nella donna mancina; nella donna destrimane che assume la pillola, nella donna in menopausa che reagisce in modo mascolino. In uomo mancino e donna destrimane in costellazione schizofrenica (le arterie coronarie sono derivate dagli archi branchiali e la loro innervazione è sostenuta dalla corteccia cerebrale)
  2. Ulcera delle vescichette seminale dell'uomo, nelle stesse condizioni menzionate dianzi
  1. Conflitto di territorio. Conflitto biologico di perdita di territorio o del contenuto del territorio (la propria compagna abbandona il territorio)
  2. Donna mancina: Conflitto sessuale. Non avere rapporti sessuali o non essere posseduta, quasi sempre accompagnata da depressione senza squilibrio ormonale
  3. Disagio ormonale: in donne in menopausa, la pillola o la castrazione o la mascolinizzazione: Conflitto di territorio nella donna virile
  4. Per squilibrio ormonale: depressione durante un conflitto di territorio (Conflitto di rassegnazione in uomini deboli)
  1. Stomaco e bulbo duodenale
  2. Dotti biliari intra ed extraepatici, ulcera
  3. Dotti intrapancreatici, ulcera
  1. Contrarietà nel territorio. Lotta per i limiti del territorio con i "capi del territorio confinante". Anche relativo al contenuto del territorio (ad es. un partner infedele "se ne va con un altro/a")
  2. Contrarietà territoriale. I limiti del territorio non sono definiti, in modo che il capo del territorio confinante possa invadere facilmente il territorio. Una piccola disputa per denaro (anche rancore o gelosia)
  3. Contrarietà territoriale. Una piccola disputa per denaro
Vescica - Ulcera carcinomatosa della metà sinistra della vescica
Non poter riconoscere i limiti del proprio territorio. Deallocazione territoriale
Rene - Uretere sinistro - Ulcera carcinomatosa
Non poter delimitare il proprio territorio interiore (comparato al conflitto di identità)
Rene - Pelvi renale sinistra - Ulcera carcinomatosa
Non poter delimitare il proprio territorio interiore (comparato al conflitto di identità). Es: "Non sapere a che opinione aderire o far riferimento"
Rene - Uretra sinistra - Ulcera carcinomatosa
Non poter delimitare i propri limiti interiori
Pelle
  1. Ulcera epiteliale della pelle. (epidermide = pelle superficiale) Con Perdita si sensibilità nella metà sinistra del corpo
  2. Psoriasi
Conflitto di separazione. Perdita di contatto corporeo. Perdita di contatto con la madre, la famiglia, il gruppo, gli amici. Nel mondo animale si tratta di un conflitto generalmente fatale e pertanto si tratta di un conflitto molto importante!
Capelli - Alopecia. Caduta parziale o totale dei capelli. Alopecia areata o totalis del Lato sinistro del corpo.
Conflitto di separazione che compare nella zona dove l'individuo era accarezzato o toccato con affetto da altra persona, che ora non lo fa più. Es: "La nonna che accarezzavo il proprio nipote: questa muore ed al nipote si manifesta una alopecia areata".
Occhio - Ulcera dell'epitelio della palpebra e della congiuntiva del Lato sinistro
Separazione: si perde di vista una persona
Occhio - Ulcera della cornea dell'occhio sinistro
Grave separazione visiva. Perdere di vista qualcuno
Occhio - Ulcera del cristallino dell'occhio sinistro
Separazione visiva molto forte
Vitiligine. Ulcera epiteliale dello strato interno dell'epidermide, che contiene pigmento melanotico. Si evidenzia quindi la parte bianca della cuta, nella metà sinistra del corpo
Separazione brutale, orribile, da una persona cara o molto apprezzata. Es: "Tuo padre ha subito un incidente in moto e il cervello è stato espulso dal cranio"
Mammella sinistra - Dotti galattofori
Mancina: separazione da parigrado (fratelli, amici, colleghi) "Mi è stato strappato dal petto (cuore, anima)"
Destrimane: separazione da un figlio: "Mi hanno strappato il figlio dal petto" (Conflitto del nido)
Eccezione! Neurofibroma (glioma periferico). Questa escrescenza della guaina dei nervi costituisce una specie di filtro che tenta di bloccare la trasmissione degli stimoli sensoriali provenienti dalla periferia, in modo che non giungano al cervello. Perdita della sensibilità
Conflitto di contatto. Il contatto viene percepito come sgradevole e indesiderato.
Smalto dei denti. Carie. Lo smalto deriva da un indurimento dell'epitelio pavimentoso della mucosa orale.
Conflitto di non poter o riuscire a mordere
Mucosa nasale destra, sinistra
Conflitto nasale interno (paura del sanguinamento) o del cattivo odore (odore non sopportabile)
Mucosa orale sinistra, ulcera
Conflitto della bocca e della lingua. Es: un automobilista è costretto a soffiare con la bocca nel palloncino e gli viene ritirata la patente per l'eccessivo tasso alcolico
Ulcera dei seni paranasali. Lato sinistro
Conflitto del "malodore", della "puzza", "tutto questo mi puzza!"
Esofago, ulcera carcinomatosa. 2/3 superiori. Lato sinistro
Non poter ingerire il boccone e volerlo sputare. Non riuscire a sputare il rospo, non riuscire a confidarsi
Dotti lacrimali, ulcera. Lato sinistro
Conflitto del voler o non volere essere visti
Bocca - Ulcera del dotto escretore della ghiandola parotide (saliva). Lato sinistro
Non potere, non volere o non avere diritto a mangiare (insalivare).
Bocca - Ulcera del dotto escretore della ghiandola sublinguale (saliva). Lato sinistro
Non potere, non volere o non avere diritto a mangiare (insalivare).
E
M
I
S
F
E
R
O

S
I
N
I
S
T
R
O
Tiroide (epitelio pavimentoso del dotto tiroglosso, nodulo freddo)
Impotenza d'azione: Mi sento legato mani e piedi. Si deve far qualcosa e nessuno fa nulla
Laringe - Asma laringeo (costellazione schizofrenica quando si ha simultaneamente un Conflitto corticale all'emisfero destro)
Panico, spavento e paura davanti ad un pericolo completamente inaspettato che lascia la persona senza respiro
  1. Vene coronarie - Ulcera. In donna destrimane e uomo mancino. O in uomo destrimane e donna mancina in costellazione schizofrenica. Nella donna mancina che assume la pillola o in menopausa. Con leggera angina pectoris
  2. Utero - orifizio uterino. Ulcera de collo uterino. In donna destrimane o in donna mancina in costellazione schizofrenica o in menopausa. Amenorrea.
  3. Vagina - Ulcera carcinomatosa.
  1. Nell donna destrimane Conflitto sessuale. Conflitto biologico di frustrazione sessuale: "Vedersi privata del contatto carnale". Nell'uomo mancino, Conflitto di territorio: perdita totale o parziale del suo territorio o del suo contenuto: "La compagna se va"
  2. Nell'uomo destrimane e nella donna mancina in caso di costellazione schizofrenica a causa di conflitto di territorio (la donna in menopausa o che assume la pillola, può comportarsi come un uomo)
  3. Squilibrio ormonale: nell'uomo destrimane effeminato con calo di ormoni maschili o nella donna in menopuasa mancina: Conflitto sessuale di sentirsi privato del rapporto sessuale (uomo effeminato) e Conflitto di territorio (donna mancina in menopausa). Conflitto di non poter, non voler consumare l'atto sessuale
Intestino - Retto - Ulcera carcinomatosa
Conflitto femminile di identità: non so dove andare, non sapere quale sia la propria collocazione (quale posizione o decisione adottare). Nella donna destrimane e nel maschio mancino, entrambi in costellazione schizofrenica, in maschio destrimane e donna mancina (anche se in menopausa)
Vescica - Ulcera carcinomatosa della metà destra della vescica
Non poter riconoscere i limiti del proprio territorio. Deallocazione territoriale
Rene - Uretere destro - Ulcera carcinomatosa
Non poter delimitare il proprio territorio interiore (comparato al conflitto di identità)
Rene - Pelvi renale destra - Ulcera carcinomatosa
Non poter delimitare il proprio territorio interiore (comparato al conflitto di identità). Es: "Non sapere a che opinione aderire o far riferimento"
Rene - Uretra destra - Ulcera carcinomatosa
Non poter delimitare i propri limiti interiori
Pelle
  1. Ulcera epiteliale della pelle. (epidermide = pelle superficiale) Con Perdita si sensibilità nella metà destra del corpo
  2. Psoriasi
Conflitto di separazione. Perdita di contatto corporeo. Perdita di contatto con la madre, la famiglia, il gruppo, gli amici. Nel mondo animale si tratta di un conflitto generalmente fatale e pertanto si tratta di un conflitto molto importante!
Capelli - Alopecia. Caduta parziale o totale dei capelli. Alopecia areata o totalis del Lato destro del corpo.
Conflitto di separazione che compare nella zona dove l'individuo era accarezzato o toccato con affetto da altra persona, che ora non lo fa più. Es: "La nonna che accarezzavo il proprio nipote: questa muore ed al nipote si manifesta una alopecia areata".
Occhio - Ulcera dell'epitelio della palpebra e della congiuntiva del Lato destro.
Separazione: si perde di vista una persona
Occhio - Ulcera della cornea dell'occhio destro
Grave separazione visiva. Perdere di vista qualcuno
Occhio - Ulcera del cristallino
Separazione visiva molto forte
Vitiligine. Ulcera epiteliale dello strato interno dell'epidermide, che contiene pigmento melanotico. Si evidenzia quindi la parte bianca della cuta, nella metà destra del corpo
Separazione brutale, orribile, da una persona cara o molto apprezzata. Es: "Tuo padre ha subito un incidente in moto e il cervello è stato espulso dal cranio"
Mammella destra - Dotti galattofori
Destrimane: separazione da parigrado (fratelli, amici, colleghi) "Mi è stato strappato dal petto (cuore, anima)"
Mancina: separazione da un figlio: "Mi hanno strappato il figlio dal petto" (Conflitto del nido)
Eccezione! Neurofibroma (glioma periferico). Questa escrescenza della guaina dei nervi costituisce una specie di filtro che tenta di bloccare la trasmissione degli stimoli sensoriali provenienti dalla periferia, in modo che non giungano al cervello. Perdita della sensibilità
Conflitto di contatto. Il contatto viene percepito come sgradevole e indesiderato.
Smalto dei denti. Carie. Lo smalto deriva da un indurimento dell'epitelio pavimentoso della mucosa orale.
Conflitto di non poter o riuscire a mordere
Mucosa nasale destra, ulcera
Conflitto nasale interno (paura del sanguinamento) o del cattivo odore (odore non sopportabile)
Mucosa orale destra, ulcera
Conflitto della bocca e della lingua. Es: un automobilista è costretto a soffiare con la bocca nel palloncino e gli viene ritirata la patente per l'eccessivo tasso alcolico
Ulcera dei seni paranasali. Lato destro
Conflitto del "malodore", della "puzza", "tutto questo mi puzza!"
Esofago, ulcera carcinomatosa. 2/3 superiori. Lato destro
Non poter ingerire il boccone e volerlo sputare. Non riuscire a sputare il rospo, non riuscire a confidarsi
Dotti lacrimali, ulcera. Lato destro
Conflitto del voler o non volere essere visti
Bocca - Ulcera del dotto escretore della ghiandola parotide (saliva). Lato destro
Non potere, non volere o non avere diritto a mangiare (insalivare).
Bocca - Ulcera del dotto escretore della ghiandola sublinguale (saliva). Lato destro
Non potere, non volere o non avere diritto a mangiare (insalivare).
SBS senza ulcere
E
M
I
S
F
E
R
O

D
E
S
T
R
O
Metabolismo - Conflitto talamico
Rassegnazione estrema, "Sarebbe meglio fossi morto!"
Iperglicemia (diabete mellito, disturbo analogo alle cellule beta)
Resistenza (negarsi, opporsi) e difendersi da qualcuno
Muscoli - Paralisi motoria
  1. Anche Sclerosi multipla, Sclerosi laterale amiotrofica, miodistrofia del lato sinistro
  2. Paralisi facciale della metà sinistra
  1. Non poter fuggire o seguire (da/una persona/situazione) (gambe), non poter accogliere o respingere (una persona/situazione) (braccia, mani) o di non poter trasportare/caricare (schiena e spalla). Conflitto di non trovare una via d'uscita o dove scappare (paralisi delle gambe)
  2. Cadere nel ridicolo, Perdita della dignità, essere oggetto di burla
Narice - Perdita della facoltà olfattiva della metà sinistra delle fibre olfattive
Non voler annusare "Questo puzza!", "Come può puzzare così tanto?"
Orecchi - Perdita della facoltà uditiva dell'orecchio sinistro
Non voler ascoltare "Ho sentito bene?", "Non credo alle mie orecchie!"
Occhi - Opacità parziale del corpo vitreo sinistro. Glaucoma (fenomeno visivo del tunnel). Visione parzialmente annebbiata
Paura nella nuca con una sfumatura particolare. Es: quando si sperimenta la sensazione di essere prede di un aggressore. La preda si concentra unicamente sul predatore ed elimina la visione laterale concentrandosi sulla via di fuga. Talora è possibile l'offuscamento dell'emicorpo vitreo nasale per lasciare la visione laterale (tener d'occhio il predatore). È un evento che si manifesta in fase di CA
Occhi - Perdita della facoltà visiva nella metà sinistra della retina
Paura nella nuca. Paura di un pericolo incombente che viene da dietro e non può essere evitato
Ulcera fantasma del periostio. Paralisi sensitiva della metà sinistra del corpo
  1. Conflitto brutale di separazione + provocare dolore ad altra persona
  2. Conflitto brutale di separazione + soffrire dello stesso dolore causato da altra persona anche in senso figurato
Midollare surrenalica sinistra, Feocromocitoma, neuroblastoma
Forte stress insopportabile, straziante
E
M
I
S
F
E
R
O

S
I
N
I
S
T
R
O
Metabolismo - Conflitto talamico
Rassegnazione estrema, "Sarebbe meglio fossi morto!"
Pancreas - Ipoglicemia. Insufficienza di Glucagone. Disturbo analogo delle cellule alfa delle Isole di Langerhans.
Paura o ripugnanza per qualcuno o qualcosa
Muscoli - Paralisi motoria
  1. Anche Sclerosi multipla, Sclerosi laterale amiotrofica, miodistrofia del lato destro
  2. Paralisi facciale della metà destra
  1. Non poter fuggire o seguire (da/una persona/situazione) (gambe), non poter accogliere o respingere (una persona/situazione) (braccia, mani) o di non poter trasportare/caricare (schiena e spalla). Conflitto di non trovare una via d'uscita o dove scappare (paralisi delle gambe)
  2. Cadere nel ridicolo, Perdita della dignità, essere oggetto di burla
Narice - Perdita della facoltà olfattiva della metà destra delle fibre olfattive
Non voler annusare "Questo puzza!", "Come può puzzare così tanto?"
Orecchi - Perdita della facoltà uditiva dell'orecchio destro
Non voler ascoltare "Ho sentito bene?", "Non credo alle mie orecchie!"
Occhi - Perdita della facoltà visiva nella metà destra della retina
Paura nella nuca. Paura di un pericolo incombente che viene da dietro e non può essere evitato
Occhi - Opacità parziale del corpo vitreo destro. Glaucoma (fenomeno visivo del tunnel). Visione parzialmente annebbiata
Paura nella nuca con una sfumatura particolare. Es: quando si sperimenta la sensazione di essere prede di un aggressore. La preda si concentra unicamente sul predatore ed elimina la visione laterale concentrandosi sulla via di fuga. Talora è possibile l'offuscamento dell'emicorpo vitreo nasale per lasciare la visione laterale (tener d'occhio il predatore). È un evento che si manifesta in fase di CA
Ulcera fantasma del periostio. Paralisi sensitiva della metà destra del corpo
  1. Conflitto brutale di separazione + provocare dolore ad altra persona
  2. Conflitto brutale di separazione + soffrire dello stesso dolore causato da altra persona anche in senso figurato
Midollare surrenalica destra, Feocromocitoma, neuroblastoma
Forte stress insopportabile, straziante